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Chi è la più bella del reame? Il mito delle Nereidi

02 Settembre 2015
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Il bacino in marmo datato seconda metà del quarto secolo a.C. è un unicum di elevatissima qualità. Esso non era destinato a un uso concreto, ma a uno scopo funerario.

Il bacino probabilmente faceva parte di un prestigioso corredo di una tomba scavata clandestinamente nella zona di Ascoli Satriano (FG) tra il 1976 e il 1977. Il reperto, insieme ad altri arredi marmorei, fu poi venduto a un mercante d'arte e, infine, entrò a far parte della collezione del Paul Getty Museum.

Per un certo periodo di tempo, quindi, questo importante oggetto fu conservato in quel di Malibu per poi essere restituito all'Italia nel 2007.

La decorazione presente all'interno del bacino raffigura il viaggio di tre Nereidi su un mostro marino allo scopo di consegnare le armi forgiate da Efesto ad Achille.

Il mito narra che le Nereidi, divinità marine figlie di Nereo e Doride, fossero di una bellezza proverbiale. Un giorno Cassiopea, moglie del re etiope Cefeo, volle sfidare la bellezza delle Nereidi affermando che lei e la figlia Andromeda potevano vantare una beltà superiore a quella delle divinità marine. Le Nereidi si indispettirono e chiesero a Poseidone, loro signore, di dare una lezione alla regina etiope; egli scatenò così un violento maremoto che si abbattè sul Paese e, inoltre, inviò un terribile mostro di nome Ceto. Per placare l'ira del dio, Cefeo, su suggerimento dell'oracolo di Ammone, incatenò la bella figlia Andromeda a uno scoglio per sacrificarla a Ceto.

Fortunatamente, quel giorno, passava da quelle parti Perseo... ma questa è un'altra storia!

 

di Benedetta Francione

 

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